AlberoMaestro

Atelier di Servizi per l’Infanzia e l’Adolescenza

AlberoMaestro rappresenta il braccio operativo del Centro Studi Specialistici ExDucere che guarda all’Infanzia e alle sue necessità. Il motivo “ispiratore” si ritrova all’interno di questo nostro costrutto sociale che spesso ben parla dei bisogni dell’infanzia ma non li sostanzia alla stessa stregua. Nel riconoscimento dell’indispensabilità di un impegno consapevole a servizio dei bambini, AlberoMaestro si definisce come un luogo di “cura” per la nostra infanzia che molte volte si trova schiacciata dalle impellenze del mondo adulto.
Potremmo ben riflettere insieme su come sia veramente difficile orientare le linee di sviluppo di questa società, spesso velocizzata e disattenta, che non guarda alle necessità educative dei nostri bimbi che si trovano intrecciati a fili discordanti che li vorrebbero velocemente il “più adulti” possibile. Stiamo, forse, elaborando una società bambina che si troverà presto a fare i conti con tutte quelle mancanze della cultura adulta se si guarda alle allarmanti esigenze dei nostri figli sul fronte del tempo, degli spazi, dei desideri e della relazione con il mondo. Ecco, AlberoMaestro si vuole disegnare come uno “Spazio” ed un “Tempo” rubato alla cultura adultocentrica alla quale apparteniamo. Esso si rivolge ad un bambino che vuole essere ritrovato, sostenuto ed affiancato in tutti quei momenti di crescita soggettiva in cui emergono impetuosi i discorsi di adulti impegnati su altri fronti.
E’ cambiata la modalità stessa di “disegnare” i bambini che, coinvolti in un mondo tecnologico e virtuale sempre più macroscopico, abbisognano di ritrovare modelli di relazione con se stessi e con gli altri che sospendano gli schermi televisivi o le tastiere del computer, o telefonino che sia, per ritrovare gli sguardi, le mani dell’altro, gli abbracci e gli affetti reali, i materiali concreti per manipolare, costruire, disegnare, creare, fotografare, ballare, correre e segnare il passo con quella semplicità che abbiamo, ahimè, dimenticato in un tempo troppo fuggevole che, inverosimilmente, spaventa grandi e piccini.
Cosa fare? AlberoMaestro si muove in uno spazio che è Famiglia. Ed è “Famiglia” per scelta! Non siamo scuola sebbene vi si collabora. Siamo un MacroFamiglia che si vuole riconoscere nell’esperienza e nella relazione. Siamo Professionisti a servizio di una visione dell’Infanzia che riproponga il “fuori moda” di una poesia, di un disegno, di una narrazione, di un gioco all’aperto. Siamo tecnici appartenenti a formazioni accademiche svariate ma accomunate dal bisogno di rinnovamento, un rinnovamento gentile e garbato che non “rompa” ma costruisca, insieme, un nuovo orientamento educativo e pedagogico. E sappiamo che abbiamo tanto da fare e tutto il desiderio di impegnarci in tale direzione.

Ecco dove volge il nostro sguardo. Ecco gli Spazi che lo raccolgono:

Rappresenta lo spazio ed il tempo dedicato ai più piccoli. Raccoglie quei bambini che appartengono alla fascia d’età che va dai tre mesi ai tre anni, a quella fascia, dunque, che abbisogna di un “trattamento educativo” delicato e gentile per sostenerli proprio in quelle fasi di massima importanza per la formazione della personalità e della identità del futuro. I piccolissimi della Tana di AlberoMaestro si ritrovano in un ambiente squisitamente familiare. Grandi spazi liberi e colorati, angoli morbidi con cuscini e materassini, angoli di gioco non strutturato, ambienti ricchi di stimoli e di dimensione “bambina”, momenti segnati dalla scansione dei bisogni e dei desideri… il tutto con la presenza di due educatrici che ne sostanziano le attività e le “avventure”. Si, perché lo spirito della Tana è quello di tenere sveglia la fantasia dei nostri bambini muovendoli da subito nel contatto con una realtà prodigiosa alla quale ciascuno di loro appartiene con risorse e talenti soggettivi imprescindibili. Tastare la realtà con giochi creativi, con l’ausilio delle tecniche specialistiche della psicomotricità, del teatro, della narrazione creativa, della pedagogica clinica ed assertiva, con uno sguardo attento allo sviluppo psicologico dei singoli bambini permette loro di riscoprirlo questo mondo in una maniera che restituisca la voglia di apprendere, il desiderio di vivere, l’amore per donarsi! La Tana funziona dalle 8 del mattino alle 14 del pomeriggio. È un tempo prezioso che permette alla famiglia di dare adempimento, spesso, alle incombenze del tempo presente – in primis il lavoro – ma offre al bambino un luogo “in famiglia” che somiglia a casa propria, con affetti che ricordano quello delle zie ma che aggiungono un “in più” impagabile: l’intento educativo che sostanzia le necessità, anche non sempre espresse, del proprio bimbo. Musica, arte, pittura, movimento, canto, sensorialità si sviluppano partendo dai grandi stimoli proposti dalla vita. Il materiale adoperato vi appartiene ma persegue il modello di fruizione montessoriano, al quale AlberoMaestro fa spesso punto di aggancio.
Per favorire la scolarizzazione dei nostri ragazzi e permettere un adattamento quantomeno sereno alle esigenze della scuola, AlberoMaestro costruisce setting personalizzati di aiuto ai bisogni del singolo attraverso un primo incontro valutativo e conoscitivo che traccia, attraverso materiale testato, il preciso punto di arrivo per predisporre il prosieguo del cammino di apprendimento. Il Sostegno allo Studio di AlberoMaestro accompagna gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado al completamento del percorso scolastico costruendo un percorso formativo personalizzato che valorizzi i talenti e le predisposizioni di ciascuno, ne riconosca le possibili difficoltà al fine di ridurne o eliminarne gli effetti destrutturanti e lo aiuti a ritrovare e ritrovarsi all’interno della classe, delle relazioni e delle richieste che soggiungono. Questi passi vengono condotti a singoli passi: il primo passo consiste in un colloquio con il bambino e la famiglia, e questo per sostenere tutti gli attori chiamati in causa per restituirvi cura e attenzione. Questo passo, condotto da uno psicologo o un pedagogista, porta alla definizione di un “contratto” di formazione personalizzato: con esso si definiranno non solo gli obiettivi dell’intervento ma anche le “modalità” di raggiungimento. L’atelier di Sostegno allo Studio costruisce, di fatto, setting individuali o classi collettive proprio per tenere conto delle esigenze del bambino ed attuarne la riqualificazione. Le tecniche che vengono adoperate dai professionisti del Sostegno allo Studio prendono spunto da una didattica che muove dalla sperimentazione, dal confronto con il testo e con i compiti mediato, sempre, dalla chiarezza e della lucidità delle consegne. Spiegazioni ad hoc, utilizzi di alberi di pensiero o di griglie mnestiche rappresentano solo alcune delle metodiche che sostanziano l’apprendimento negli spazi di AlberoMaestro, sempre supportate da un rapporto tra educatori e bambini costruito con dedizione e accortezza.
Si è spesso chiamati a verificare e riconoscere eventuali disagi nella fruizione all’apprendimento. Molte volte le stesse istituzioni scolastiche si confrontano con apprendimenti mancanti che mettono in gioco strategie che non sono sempre applicabili negli ambienti scolastici stessi. Ed ecco che, per quelle sigle che passano come DSA e, dunque, come dislessia, disgrafia, discalculia o disortografia, necessita organizzare dei setting di recupero specifici che mettano riparo da quei tasselli mancanti che possono pregiudicarne gli apprendimenti futuri. I setting individuali sui DSA sono costruiti partendo dal proponimento di una Diagnosi Funzionale che valuti lo sviluppo globale del bambino e la presenza di eventuali disturbi nella sfera dell’apprendimento delle facoltà del leggere, scrivere e far di conto. Questo viene compiuto dagli specialisti (psicologo e pedagogista) per disegnare successivamente la modalità di risoluzione. Le tecniche di risoluzione, dopo aver costruito l’indispensabile rete di professionisti tra scuola e famiglia, utilizza, quando necessario, i metodi compensativi e attua processi di apprendimento che partono proprio dal punto di incompletezza evidenziato dai test standardizzati che vengono redatti col bambino. Da questo preciso punto, si lavoro per superare le difficoltà (quando la diagnosi lo immagina possibile) o per limitarne al massimo le ricadute sul futuro scolastico del bambino. Le discipline che sostanziano il lavoro individuale sono la psicologia evolutiva nonché le ricerche sulle difficoltà d’apprendimento secondo le neuroscienze, la pedagogia clinica e tutte le risorse legate all’apprendimento di scrittura e lettura, le metodologie Erickson e le strategie di rieducazione grafologica, le tecniche della psicomotricità funzionale e del movimento al fine di coordinare il complesso processo di acquisizione di una sostenuta lateralizzazione nel bambino.
In primis, gli spazi aperti si rivolgono ai bambini che rivelano comportamenti problema che possono rientrare nel complessissimo campo degli autismi o in quello degli atteggiamenti che poco si adattano alle esigenze dell’ambiente, basti pensare ai comportamenti oppositivi o ai bambini che rivelano disattenzione o iperattività. I nostri “Spazi Aperti” sono spazi in cui il bambino – alcune volte solo con l’operatore, altre volte con i genitori – vive un luogo in cui può sperimentarsi e sperimentare la sua natura e le sue necessità. Adoperando il setting psicodinamico che non dimentica le relazioni del bambino con tutti gli ambienti che vive, “spazio aperto” gli permette di viversi una relazione privilegiata nella quale può investigare emozioni e sentimenti attraverso l’ausilio di tecniche espressive che mediano attraverso il colore, le forme, il movimento, la parola. Soprattutto per i bambini che rivelano comportamenti che rientrano nello spettro autistico, la possibilità di fornire uno spazio senza imposizioni, libero e perlustrabile permette al bambino di esporsi in parti di sé probabilmente non ascoltate. L’osservazione da parte dell’operatore e la sua presenza, spesso silenziosa, lo seguono senza imposizione e diventano un momento di confronto con il mondo decisamente produttivo. Lo stesso vale per quei bambini che, irrequieti o disubbidienti, in verità stanno rivelando l’urgenza di una ridefinizione delle relazioni, dei confini, degli spazi, dei ruoli. Anche in questo caso, il setting individuale permette al bambino di confrontarsi con un Altro che non chiede, non appartiene alla famiglia o alla scuola (contesti richiedenti per antonomasia) e con il quale può proporsi in una relazione nuova e “libera” da ristrettezze alle quali non sa come reagire. Studiare la dinamica familiare ed interporre nuove riflessioni mette in gioco anche la famiglia e rivela grandi potenzialità nel processo di cambiamento delle relazioni tra adulti e bambini.
Che educare sia l’atto impossibile per eccellenza lo sottolinea a chiare lettere tutto l’impegno necessario a lasciar segno nella vita dei figli, degli studenti, dei ragazzi tutti. Siamo di fronte e ruoli difficili da contenere e a modalità comportamentali idonee che non sono scritte da nessuna parte! Che significa essere genitori? Come ci si comporta? Esiste un decalogo, un punto di riferimento, una linea di conduzione? Rispondiamo no ad ogni quesito! Di fatto, il ruolo dei genitori è unico e si veste di quella soggettività che tesse le singole vite. La psicodinamica ci insegna che siamo genitori nella stessa maniera di come siamo soggetti, uomini o donne, e che a richiamare a questo ruolo è la nostra maniera di essere individui. Se in noi ci sono aspetti ancora non compresi, atti che rivelano difficoltà con le nostre emozioni, con gli affetti e con le relazioni è molto probabile che questi ricadano pericolosamente sul processo di crescita dei nostri figli. Quindi? Non possiamo non mettere in gioco il nostro ruolo di genitori se non passando dalla nostra maniera di essere “soggetti”, persone, individui che indossano tanti e svariati ruoli. E il lavoro è impegnativo ed importante. AlberoMaestro lo propone con gruppi di informazione tematici che sono fondamentalmente gruppi di confronto su quelle necessità adulte che si devono incontrare con quelle dei nostri bambini. I gruppi pedagogici genitoriali si svolgono a cadenza quindicinale e coinvolgono tutti i genitori che sentono il bisogno di confronto. Molte volte questo non è percepito ma resta una necessità importante per entrare costruttivamente in ruoli che ci prendono con urgenze non sempre comprensibili “da soli”…
A scopo informativo e formativo per insegnanti, genitori e professionisti del settore, AlberoMaestro si fa garante di serate tematiche dedicate alla comprensione di questioni che caratterizzano il correre storico partendo, per esempio, da argomenti inerenti lo sviluppo infantile, il rapporto con il gruppo dei pari, problematiche con l’alimentazione, le nuove forme di dipendenza che utilizzano strumenti come i videogiochi o internet. Gli stessi sono sviluppati e curati da professionisti specializzati quali pediatri, logopedisti, psicologi e pedagogisti.
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