Area Educazione e Criminologia
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Campo di ricerca e di studio privilegiato all’interno del Centro
Studi Specialistici “ExDucere”, la Criminologia viene qui ad essere
intesa nella totalità della sua espressione: scienza di riflessione
sociale da una parte, concependo la devianza e il rischio come
fenomeno culturale caratterizzante certi ambiti sociali; ambito
psicopedagogico dall’altro quando la si voglia intendere come
terreno di confronto e di ricerca per comprendere ed agire per
cambiare.
Lo stretto legame tra l’educazione e le ricerche criminologiche
ripropone l’essenzialità dell’incontro con la persona che, al di là
delle storie individuali che lo riconoscono come “soggetto a
rischio” in una società sempre più complessa, possa essere sostenuta
nella riconquista della propria libertà e della scoperta di diverse
alternative al crimine e alla sua dimensione.
Per anni la criminologia si è occupata soprattutto della funzione
eziologica, cioè della ricerca delle cause che stanno alla base
della spiegazione di un fenomeno criminoso.
Ma per quanto le indagini sulle cause rappresentino un momento
insostituibile della ricerca, fondare la conoscenza solo su questo
aspetto espone al rischio di ridurre la realtà in termini
meccanicistici e deterministici, dove l’agire umano perde le sue
caratteristiche di variabilità, libertà e responsabilità.
Si è avvertita dunque, l’esigenza di un approccio che, anche nella
ricerca delle cause, mettesse in rilievo un soggetto attivo, capace
di decidere, di scegliere e che, anche di fronte a condizioni
“sfavorevoli”, non fosse destinato a una condotta deviante.
Per ridurre questo “errore” epistemologico, è stato necessario che
si succedessero diverse consapevolezze: si è passati da teorie
universali, che privilegiavano ora fattori psicologici ora fattori
sociali nella genesi del crimine, a teorie multifattoriali che hanno
esaminato congiuntamente gli uni e gli altri in una visione
integrata.
L’integrazione di più elementi, tuttavia, non ha “protetto”
dall’illusione di una lettura completa del fenomeno, laddove,
invece, persisteva ancora un’ottica deterministica e statica del
processo del divenire devianti.
Con ciò non si vuole prescindere dall’importanza e dall’
utilizzabilità di gran parte del patrimonio teorico ereditato fino a
oggi; inoltre, a partire dall’oggetto di studio, è possibile
scegliere di impiegare le diverse teorie in una “visione integrata e
non esclusiva”, tenendo conto delle caratteristiche del caso in
esame.
Per lungo tempo, si è fatto riferimento a un’operazione di
identificazione tra il crimine e il reato commesso, non cogliendo
l’ipotesi di interazione tra le due categorie e dimenticando di
considerare nel quadro altre importanti variabili (la reazione
sociale, gli antecedenti all’azione criminosa, gli effetti sul
campo, ecc).
La criminologia, quindi, si può definire un’area in continua
evoluzione la cui complessità cresce in relazione alla complessità
della società.
RELAZIONI
Scarica la relazione "Di carcere di Muore" di N. Rallo (form. Word,
106Kb)]
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