Chi Siamo

I Servizi

Atelier di Pedagogia Clinica

Atelier di Reflecting

Centro di Mediazione

Psicomotricità Funzionale

Atelier di Grafologia

Criminologia

Consulenza Legale

Formazione e Ricerca

Contattaci


>Contatta il webmaster<

--------

Sito gestito e sviluppato da


css-exducere © 2005

Sito ottimizzato per Internet Explorer 6 e Risoluzione 1024 x 768

Benvenuto sul sito internet del Centro Studi Specialistici 'ExDucere' 

Homepage -> Psicomotricità Funzionale -> Il Movimento come Modo D'Espressione

PSICOMOTRICITA' FUNZIONALE

Il Movimento come Modo D'Espressione

Lo studio delle condotte umane consiste nell’osservare l’uomo in movimento nella dialettica dei rapporti con l’ambiente. Questo ci fa entrare in rapporto con il corpo come “totalità primordiale”. Il carattere “espressivo” del movimento riporta alla persona e non ad un obiettivo esterno da raggiungere. Esprimendosi attraverso i movimenti, la persona si rivela come soggetto in relazione con il mondo.
Ma il movimento si svolge sotto lo sguardo altrui e riveste un rapporto di significante e significato. Esso esiste solo in funzione di un altro “essere espressivo” che l’accoglie e lo interpreta. L’espressione non è, dunque, semplice manifestazione di sé, ma diventa “espressione per altri”. Il corpo è ciò attraverso il quale io appaio agli altri; esso è essenziale nella relazione in quanto ogni manifestazione personale è sostenuta dal corpo.
Il movimento espressivo indica una soggettività.
Sappiamo che l’organismo tende a restare in equilibrio con l’ambiente che vive. Sul piano sociale la ricerca di questo equilibrio si realizza con l’incontro e lo scambio con l’altro. Questo incontro si realizza con gesticolazioni, variazioni toniche; solo successivamente si lascerà il posto ad una comunicazione che vuole “significare” qualcosa. La gestualità diventa allora messaggio e si orienta ad una intenzionalità cosciente.
I lavori che vertono sulla comunicazione e sull’espressione si realizzano mediante un intermediario che è il corpo. Le reazioni gestuali e mimiche rivelano un duplice equilibrio della persona: equilibrio con il suo ambiente ed equilibrio interno. Il dialogo oscilla tra due poli: la tendenza verso l’altro e la difesa verso l’aggressione dell’altro.
La relazione con gli altri si esprime sul piano psicologico con impressioni di simpatia o di antipatia; sul piano fisiologico con modificazioni toniche. Tono e psichismo sono legati e rappresentano due aspetti di una stessa funzione. Dunque, non vi è emozione senza una espressione somatica tonica. L’espressione del corpo, soprattutto le sue manifestazioni toniche, è la traduzione in un altro registro delle reazioni emotive ed affettive profonde, consce ed inconsce. Questo linguaggio tonico non è puramente spontaneo ma obbedisce ad una sorta di criteri socio-culturali. Nel soggetto equilibrato, che chiameremo disponibile, il controllo si limita ad una sana censura. Ciò che contrasta con l’espressione autentica è da una parte il ponderato, dall’altra l’artificioso, il ricercato.
L’individuo, tra l’altro, non deve adattarsi ad un solo ambiente; egli deve rappresentare, al contrario, personaggi diversi. La disinvoltura, la flessibilità e la coerenza esprimono nel soggetto normale la capacità di accomodarsi senza perdere l’originalità della sua personalità.
L’osservazione dei giochi mimici e gestuali permette di evidenziare discordanze e conflitti interni.
Il “bisogno di esprimersi” è uno dei più importanti per l’essere umano. La sua mancanza è fonte di disagio, di angoscia e può condurre a disordini gravi del comportamento. Se l’ambiente non fornisce occasioni di scambio, i meccanismi di difesa attiveranno un’attività fantasmatica inconscia. Questa condurrà ad una tensione muscolare importante che potrà “sfogarsi” attraverso modelli di compensazione quali quello del gioco, dello sport o degli svaghi in genere. La sublimazione rappresenta un meccanismo che permette di deviare le energie aggressive verso obiettivi socialmente accettati come le attività culturali, artistiche o scientifiche.
Kleinpaul ha classificato il movimento espressivo in tre categorie:
comunicazione senza intenzione di comunicare e senza scambio di idee (semplice espressione di una soggettività);
comunicazione con intenzione di comunicare e senza scambi di idee (gesti aventi valore di comunicazione espressiva, esprimenti emozioni o sentimenti);
comunicazione con intenzione di comunicare e con scambio di idee (gesti suscettibili al passaggio al livello del pensiero rappresentativo).
L’evoluzione dell’espressione verbale verso un modo di comunicazione sempre più astratto si ritrova paradossalmente al livello dell’espressione gestuale e mimica. Alla base del mimo vi è l’imitazione intenzionale delle espressioni spontanee della mimica in vista di una comunicazione non verbale.
La gestualità, dunque, può essere analizzata oggettivamente nei suoi rapporti con l’oggetto, e soggettivamente nelle sue manifestazioni espressive. Due sono le prospettive che ne emergono: lo studio della motricità espressiva ci porta verso le reazioni affettive ed emotive (reazioni toniche e motorie); la motricità transitiva si esercita sull’oggetto per modificarlo ed ha nell’efficacia la sua caratteristica principale. Una efficacia che, comunque, si conquista, in quanto all’inizio il sé e l’oggetto si confondono…
La componente tonico emozionale gioca un ruolo essenziale: il suo squilibrio ritarda l’efficacia, l’apparizione della permanenza dell’oggetto e altera la realtà del soggetto. Superato questo stadio (e posto l’oggetto a distanza), l’aspetto affettivo e quello transitorio restano intimamente legati per mezzo della motivazione che è la forza a partire dalla quale si organizza la motricità transitiva.
La motricità transitiva si potrà esercitare nel corso delle attività pragmatiche come in quelle ludiche. Essa implica la regolazione minuziosa della cooperazione dei differenti gruppi muscolari permettendo un buon adattamento del movimento al fine preposto.
 

 

[ Basi Scientifiche  |  Significato Biologico del Movimento  |  Il Movimento come Modo D'Espressione  |  Dal Corpo 'Oggetto' al Corpo 'Proprio' ]